Chi può aprire la partita IVA e quali sono i requisiti necessari

Chiunque abbia un’attività autonoma continuativa può aprire partita IVA: servono maggiore età, residenza in Italia e nessun motivo di esclusione legale.


La partita IVA può essere aperta da qualsiasi persona fisica o giuridica che intenda svolgere un’attività economica abituale, professionale o commerciale, in modo autonomo e continuativo. In particolare, possono aprire la partita IVA:

  • lavoratori autonomi (professionisti, artigiani, commercianti);
  • imprese individuali;
  • società di persone e di capitali che esercitano attività d’impresa;
  • persone fisiche che svolgono attività di lavoro occasionale continuato, purché rispettino i requisiti di legge;
  • coloro che intendono operare come liberi professionisti, spesso iscritti a specifici albi o ordini professionali;
  • start-up e nuove imprese iscritte al Registro delle Imprese.

Per aprire la partita IVA è necessario soddisfare alcuni requisiti obbligatori:

  • essere maggiorenni o, in casi particolari, avere la capacità legale;
  • non trovarsi in condizioni di interdizione o inabilitazione;
  • identificare correttamente il codice ATECO dell’attività economica da svolgere;
  • presentare la dichiarazione di inizio attività presso l’Agenzia delle Entrate;
  • per alcune categorie, iscriversi a specifici ordini professionali o al Registro delle Imprese.

Nel prosieguo di questo articolo esploreremo in dettaglio chi può aprire la partita IVA e analizzeremo i requisiti necessari per accedervi, distinguendo tra le varie tipologie di attività e soggetti interessati. Vedremo inoltre quali sono le procedure da seguire, i documenti necessari e le tipologie di regime fiscale applicabili in base alle caratteristiche dell’attività svolta.

Differenze tra lavoratore autonomo e libero professionista ai fini dell’apertura della partita IVA

Quando si parla di partita IVA, è fondamentale distinguere tra lavoratore autonomo e libero professionista, perché sebbene entrambi possano aprire una partita IVA, le modalità operative, i requisiti e le implicazioni fiscali possono variare significativamente.

Chi è il lavoratore autonomo?

Il lavoratore autonomo è colui che svolge un’attività economica in modo indipendente, senza vincoli di subordinazione, ma generalmente senza specifiche qualifiche professionali riconosciute. Può svolgere attività manuali, commerciali o di servizio, come ad esempio un artigiano, un commerciante ambulante o un consulente non iscritto ad ordini professionali.

Dal punto di vista fiscale, il lavoratore autonomo deve aprire la partita IVA per fatturare le prestazioni, versare i contributi previdenziali e adempiere agli obblighi IVA, ma è spesso soggetto a regimi agevolati, come il regime forfettario, se rispetta certi parametri.

Chi è il libero professionista?

Il libero professionista è un lavoratore autonomo che esercita una professione intellettuale o tecnica che richiede un titolo di studio specifico e spesso l’iscrizione a un Ordine o Albo professionale. Alcuni esempi tipici includono ingegneri, avvocati, medici e commercialisti.

Per aprire la partita IVA, il libero professionista deve seguire determinati adempimenti formali, come la comunicazione di inizio attività agli enti previdenziali competenti (ad esempio l’INPS gestione separata o casse professionali), e spesso è soggetto anche a specifiche regole deontologiche relative alla sua attività.

Tabella comparativa: lavoratore autonomo vs libero professionista

CaratteristicaLavoratore AutonomoLibero Professionista
Tipo di attivitàAttività manuali, commerciali o di servizioProfessioni intellettuali e tecniche regolamentate
Requisiti professionaliNon necessariTitolo di studio e spesso iscrizione ad Albo/Ordine
Regime previdenzialeGestione separata INPS o artigiani/commerciantiCasse professionali o gestione separata INPS
Obblighi formaliInizio attività presso Agenzia delle EntrateInizio attività, iscrizione ad Ordine e comunicazione previdenziale
Regole deontologicheNoSì, legate alla professione

Esempi pratici

  • Marco apre partita IVA come lavoratore autonomo e inizia a offrire servizi di giardinaggio. Non ha bisogno di alcuna iscrizione o titolo specifico, ma deve aprire la partita IVA e iscriversi alla gestione separata INPS.
  • Lucia è un libero professionista, ingegnere, iscritta all’Ordine degli Ingegneri. Per aprire partita IVA deve comunicare l’inizio attività, iscriversi alla cassa previdenziale professionale e rispettare il codice deontologico.

Consigli pratici per l’apertura della partita IVA

  • Valuta bene la natura dell’attività: se non sei sicuro se rientri come libero professionista o lavoratore autonomo, consulta un commercialista o un esperto fiscale.
  • Informati su regime fiscale: per entrambi, il regime forfettario può rappresentare una soluzione semplice e vantaggiosa, ma attenzione ai limiti di fatturato e alle condizioni specifiche.
  • Rispetta le iscrizioni obbligatorie: se sei libero professionista, assicurati di essere iscritto all’Ordine o Albo di riferimento prima di iniziare l’attività.
  • Tieni traccia di tutte le fatture e degli adempimenti fiscali per evitare sanzioni e ottimizzare la tua contabilità.

Domande frequenti

Chi può aprire la partita IVA in Italia?

Possono aprire la partita IVA persone fisiche, professionisti, imprese individuali e società che svolgono attività economiche abituali o occasionali.

Quali sono i requisiti necessari per aprire una partita IVA?

È necessario essere maggiorenni, non essere interdetti, avere un codice fiscale italiano e scegliere il regime fiscale più adatto all’attività.

Quanto tempo ci vuole per aprire una partita IVA?

L’apertura può essere effettuata online o presso l’Agenzia delle Entrate, solitamente in pochi giorni lavorativi.

Quali sono i costi per aprire una partita IVA?

L’apertura è gratuita, ma potrebbero esserci costi per consulenze o adesione a regimi fiscali particolari.

È obbligatorio aprire una partita IVA per lavorare come freelance?

Sì, se si svolge un’attività abituale e professionale, al di sopra di certe soglie di fatturato è obbligatorio aprire la partita IVA.

Qual è la differenza tra regime ordinario e regime forfettario?

Il regime ordinario prevede la contabilità completa, mentre il forfettario è semplificato con tasse calcolate su una percentuale del fatturato.

AspettoDettagli
Chi può aprirePersone fisiche maggiorenni, professionisti, imprese individuali, società
RequisitiMaggiorenne, codice fiscale italiano, non interdetto
Modalità aperturaOnline o Agenzia delle Entrate
Costi aperturaGratuita, salvo consulenze
Regimi fiscaliForfettario (semplificato), Ordinario (completo)
ObbligatorietàPer attività abituali e professionali sopra certe soglie

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