✅ Nel split payment, il codice IVA indica “scissione dei pagamenti”: va segnalato in fattura elettronica per garantire trasparenza e conformità fiscale.
Il codice IVA split payment si gestisce nella fattura elettronica indicando correttamente l’apposito codice che abilita la modalità di scissione dei pagamenti dell’IVA. Tale modalità prevede che l’IVA venga versata direttamente dall’ente pubblico o da altri soggetti obbligati al fornitore, senza passare per il cedente o prestatore. Per gestire correttamente tale procedura è necessario inserire nel campo dedicato il codice “SPL” o il codice numerico corrispondente previsto dal sistema di fatturazione elettronica, indicando che si applica la scissione dei pagamenti secondo la normativa vigente.
In questo articolo approfondiremo come inserire e configurare il codice IVA per lo split payment all’interno della fattura elettronica, quali sono le regole da seguire secondo le disposizioni fiscali italiane, e come evitare errori comuni. Vedremo inoltre quali sono i soggetti obbligati all’applicazione di tale regime e come il sistema di interscambio (SDI) verifica e gestisce queste fatture. Infine, forniremo consigli pratici per la compilazione corretta della fattura elettronica in modalità split payment, per una corretta emissione e invio.
Cos’è lo Split Payment e perché è importante nella fattura elettronica
Lo split payment è un meccanismo introdotto per contrastare l’evasione IVA, in base al quale l’IVA non viene incassata dal fornitore, ma versata direttamente dall’acquirente al fisco. Questo riguarda principalmente le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate a determinati enti pubblici, società controllate o partecipate, e altri soggetti specifici indicati dalla legge.
Per le fatture emesse in regime di split payment è obbligatorio indicare un codice specifico nel campo IVA, affinché la fattura elettronica risulti coerente con la normativa e venga accettata dal Sistema di Interscambio (SDI). L’assenza o l’inserimento errato di questo codice può comportare il rifiuto da parte dell’SDI o problemi di contabilizzazione e versamento IVA.
Come inserire il codice IVA split payment nella fattura elettronica
- Codice IVA: utilizzare il codice IVA previsto per l’operazione soggetta a split payment, di solito “N4” per operazioni non imponibili, con l’aggiunta del codice di esenzione o del codice specifico “SPL”.
- Campo natura IVA: va indicato il codice “SPL” oppure la natura giuridica corrispondente nel campo apposito per segnalare la scissione dei pagamenti.
- Descrizione: è buona prassi inserire nella descrizione della fattura una dicitura chiara, ad esempio “Operazione soggetta a split payment ai sensi dell’art. 17-ter del DPR 633/72”.
Soggetti obbligati e casi di applicazione
Il regime di split payment si applica esclusivamente a taluni soggetti quali:
- Pubbliche amministrazioni
- Aziende sanitarie
- Società controllate o partecipate da enti pubblici
- Altri enti individuati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze
Occorre quindi verificare attentamente la natura del cliente e le condizioni contrattuali prima di attivare lo split payment in fattura.
Consigli pratici per la gestione corretta
- Utilizzare software aggiornati e conformi alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate.
- Verificare sempre in fase di emissione che il codice IVA e la natura siano correttamente compilati.
- Consultare periodicamente le disposizioni ministeriali aggiornate in materia di split payment.
- Archiviare la documentazione fiscale in modo ordinato per eventuali controlli.
Differenze tra Split Payment e Reverse Charge nella Fatturazione Elettronica
Nel mondo della fiscalità italiana, due meccanismi spesso confusi ma fondamentali per una corretta gestione dell’IVA sono lo Split Payment e il Reverse Charge. Comprendere le loro differenze è essenziale per emettere fatture elettroniche accurate e conformi alla normativa vigente.
Cos’è lo Split Payment?
Lo Split Payment è un meccanismo in cui il soggetto acquirente, generalmente una pubblica amministrazione o un ente pubblico, versa direttamente l’IVA all’Erario, invece che al fornitore. Questo significa che il venditore emette la fattura con l’IVA specificata ma incassa solo il valore netto.
In pratica, il cliente trattiene l’IVA e la versa allo Stato, mentre il fornitore registra l’IVA come a debito ma non la incassa. Questo sistema è stato introdotto per contrastare l’evasione fiscale nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Principali caratteristiche dello Split Payment
- Applicabile a: società e fornitori che vendono a enti pubblici;
- Fatturazione: fattura con IVA indicata, ma il pagamento dell’IVA è effettuato direttamente dall’acquirente;
- Registrazione IVA: il fornitore non può detrarre l’IVA relativa a queste operazioni;
- Finalità: limitare l’evasione fiscale.
Cos’è il Reverse Charge?
Il Reverse Charge è un sistema in cui l’obbligo di versare l’IVA si sposta dal fornitore all’acquirente. In questo processo, il venditore emette una fattura senza addebitare l’IVA, mentre l’acquirente deve auto-fatturarsi l’IVA e versarla allo Stato.
Questo meccanismo è molto utilizzato in settori specifici come l’edilizia, le cessioni di rottami, o in cessioni di beni e servizi tra operatori di diversi Paesi dell’UE.
Caratteristiche principali del Reverse Charge
- Applicabile a: settori specifici e talvolta a operazioni intracomunitarie;
- Fatturazione: fattura senza addebito dell’IVA (indicata come “inversione contabile”);
- Registrazione IVA: l’acquirente assume sia l’IVA a debito che a credito, con effetto nullo sull’imposta da versare, ma obbligo di contabilizzazione;
- Finalità: evitare frodi IVA in settori ad alto rischio evasione.
Tabella comparativa: Split Payment vs Reverse Charge
| Caratteristica | Split Payment | Reverse Charge |
|---|---|---|
| Chi versa l’IVA | Acquirente (Pubblica Amministrazione) | Acquirente (impresa o soggetto IVA) |
| Fattura | Con IVA indicata | Senza IVA (con indicazione del reverse charge) |
| Settore di applicazione | Principalmente PA ed enti pubblici | Settori specifici (edilizia, rottami, ecc.) e operazioni intracomunitarie |
| Effetto sull’IVA per il fornitore | Non incassa IVA, non la versa | Non addebita IVA |
| Effetto sull’IVA per l’acquirente | Versa direttamente allo Stato | Si auto-fattura e versa l’IVA |
Esempio pratico di Split Payment e Reverse Charge
Split Payment: Una società fornisce materiale informatico a un ente pubblico per 10.000 euro + 22% IVA (2.200 euro). La fattura elettronica indicherà l’IVA, ma l’ente pubblico pagherà solo 10.000 euro al fornitore e verserà i 2.200 euro di IVA direttamente al fisco.
Reverse Charge: Un’impresa edile acquista servizi di subappalto da un’altra impresa per 10.000 euro. La fattura sarà senza IVA. L’acquirente contabilizzerà sia l’IVA a debito che quella a credito, versando l’imposta ma senza oneri aggiuntivi netti.
Consigli pratici per la gestione nella fatturazione elettronica
- Verifica sempre il tipo di cliente e la natura dell’operazione prima di scegliere il meccanismo IVA da applicare;
- Utilizza correttamente i codici IVA specifici per Split Payment e Reverse Charge nella piattaforma di fatturazione elettronica per evitare errori;
- Controlla la normativa aggiornata, poiché i soggetti e le tipologie di operazioni interessate possono cambiare nel tempo;
- Collabora con il commercialista per una corretta contabilizzazione e per la gestione delle registrazioni IVA correlate.
Domande frequenti
Che cos’è il codice IVA split payment?
Il codice IVA split payment indica una particolare modalità di pagamento dell’IVA, in cui l’imposta viene versata direttamente dall’ente pubblico o soggetto privato qualificato all’erario, anziché al fornitore.
Come si applica lo split payment nella fattura elettronica?
Nella fattura elettronica, è necessario indicare il codice IVA specifico associato allo split payment nel campo appropriato, per far sì che la procedura venga riconosciuta e gestita correttamente.
Chi è obbligato a utilizzare lo split payment?
Lo split payment è obbligatorio per le cessioni di beni e prestazioni di servizi verso pubbliche amministrazioni, enti pubblici e alcune società controllate dallo Stato.
Quali sono le conseguenze fiscali dello split payment?
Il fornitore emette fattura senza incassare l’IVA, ma deve comunque registrare e versare l’imposta. L’ente pubblico versa direttamente l’IVA all’erario, migliorando la tracciabilità fiscale.
Come si indica il codice IVA split payment nella fattura elettronica?
Nella fattura elettronica, si utilizza il codice IVA “N6” e si indica la causale di non incasso dell’IVA, specificando la modalità di split payment.
| Elemento | Descrizione | Codice IVA Split Payment | Utilizzo |
|---|---|---|---|
| Codice IVA | Identifica l’aliquota IVA applicata | N6 | Indica che l’IVA è soggetta a split payment |
| Tipologia cedente/prestatore | Impresa che emette la fattura | – | Deve specificare modalità split payment |
| Tipologia cessionario/committente | Pubblica amministrazione o ente soggetto a split payment | – | Versa direttamente l’IVA all’erario |
| Campo causale | Motivo dell’esclusione dell’IVA dal pagamento | Split payment | Motiva la non riscossione dell’IVA da parte del fornitore |
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