Come si compila una fattura con regime del margine: esempio pratico

Per il regime del margine: in fattura indica solo il corrispettivo lordo, scrivi “Operazione in regime del margine – art. 36 DL 41/95” senza IVA.


La compilazione di una fattura con regime del margine segue regole specifiche differenti rispetto alla fattura ordinaria, poiché il calcolo dell’imposta si basa esclusivamente sulla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto del bene, detta appunto “margine”. Questo regime è utilizzato principalmente da soggetti che vendono beni usati, oggetti d’arte, antiquariato o da commercianti che operano nel settore del turismo in particolari condizioni.

Nel presente articolo verrà illustrato un esempio pratico dettagliato di come compilare correttamente una fattura con regime del margine, indicando quali elementi inserire obbligatoriamente, come calcolare l’imposta e quali diciture inserire per rispettare la normativa vigente. Verrà inoltre spiegato quando è possibile utilizzare questo regime e quali sono le differenze rispetto alla fatturazione standard.

Cos’è il regime del margine

Il regime del margine è un particolare regime fiscale previsto dall’articolo 36 del DPR 633/1972 e successive modifiche, che permette di applicare l’IVA calcolandola solo sulla differenza (margine) tra il prezzo di vendita e il costo di acquisto di beni usati, beni d’arte, da collezione o antiquariato.

Questo regime è utile per evitare una doppia imposizione fiscale su beni usati, che sarebbero tassati sia al momento dell’acquisto sia della rivendita.

Elementi obbligatori della fattura nel regime del margine

  • Intestazione del documento: fattura
  • Dati del venditore e del cliente (nome, indirizzo, partita IVA se presente)
  • Descrizione dettagliata del bene (es. tipo di bene usato, caratteristiche principali)
  • Prezzo di vendita del bene
  • Indicazione del regime del margine con una dicitura specifica, ad esempio: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 36 DPR 633/72 – regime del margine, IVA assolta sulla differenza.”
  • Prezzo di acquisto (da indicare solo per calcoli interni, non sempre visibile in fattura al cliente)
  • IVA: si indica che l’IVA è assolta nel regime del margine e pertanto non è esposta separatamente in fattura
  • Data e numero della fattura

Esempio pratico di fattura regime del margine

Supponiamo che un commerciante abbia acquistato un oggetto d’antiquariato per 1.000 € e lo rivenda a 1.500 €. La differenza, cioè il margine, è di 500 €. L’IVA si applica solo su questa differenza. Se l’aliquota IVA è del 22%, l’imposta sarà 110 € (22% di 500 €).

DescrizioneImporto (€)
Prezzo di acquisto1.000,00
Prezzo di vendita1.500,00
Margine (Prezzo vendita – Prezzo acquisto)500,00
IVA sul margine (22%)110,00
Totale fattura1.500,00

Quindi nella fattura si indicherà il prezzo totale di vendita (1.500 €) e la dicitura obbligatoria per il regime del margine senza esporre l’IVA separatamente, ma con la registrazione interna dell’imposta applicata sul margine. In questo modo il cliente vede solo il prezzo finale, mentre il venditore può calcolare correttamente l’IVA nel proprio registro IVA.

Differenze tra regime del margine e regime ordinario nella fatturazione

Quando si parla di fatturazione, è fondamentale comprendere le distinzioni tra il regime del margine e il regime ordinario. Questi due sistemi influenzano profondamente non solo il modo in cui si emettono le fatture, ma anche la gestione fiscale e contabile di un’impresa.

Cos’è il regime ordinario?

Il regime ordinario è il metodo tradizionale di fatturazione, previsto dalla normativa fiscale per la maggior parte delle attività economiche. In questo regime, l’IVA viene calcolata sull’intero valore della cessione o prestazione, e il venditore ha l’obbligo di indicare in fattura:

  • Il valore totale della vendita o del servizio;
  • L’aliquota IVA applicata;
  • L’importo dell’IVA stessa;
  • Altri dati obbligatori come dati del cliente, natura della prestazione, ecc.

Questo sistema è il più comune e trasparente, ma può comportare un carico fiscale immediato superiore.

Cos’è il regime del margine?

Al contrario, il regime del margine si applica a determinate categorie di beni usati, oggetti d’arte, antiquariato e beni da collezione. Qui l’IVA viene calcolata solo sulla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto – ovvero il margine di guadagno, e non sull’intero importo.

Questo ha diversi vantaggi, fra cui una minore pressione fiscale e una semplificazione per i commercianti che trattano beni usati o particolari.

Principali differenze a colpo d’occhio

CaratteristicaRegime OrdinarioRegime del Margine
Base imponibile IVAPrezzo totale di venditaMargine (differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto)
Applicazione IVASu intero importoSolo sul margine
Ambito di applicazioneTutte le vendite di beni e serviziBeni usati, oggetti d’arte, antiquariato e collezione
Obbligo di indicazione dati fatturaDettaglio completo IVANon va indicata l’IVA separatamente

Un esempio pratico

Immaginiamo un commerciante che acquista un mobile usato per 500 euro e lo rivende a 800 euro.

  • Sotto il regime ordinario, l’IVA (supponiamo al 22%) si calcola sull’intero prezzo di vendita di 800 euro, cioè 176 euro di IVA.
  • Sotto il regime del margine, l’IVA si applica solo sui 300 euro di margine (800 – 500), quindi l’IVA sarà di 66 euro (22% di 300 euro).

In questo modo, il commerciante paga un’imposta decisamente minore con il regime del margine, ottimizzando la propria gestione fiscale.

Consigli pratici per applicare correttamente il regime del margine

  • Verifica che il bene rientri nelle categorie ammesse dalla normativa per il regime del margine.
  • Conserva accuratamente i documenti degli acquisti, perché serviranno a calcolare correttamente il margine.
  • Non indicare separatamente l’IVA nelle fatture emesse con il regime del margine, pena contestazioni fiscali.
  • Consulta sempre un commercialista per gestire correttamente le operazioni e evitare sanzioni.

Domande frequenti

Cos’è il regime del margine?

Il regime del margine è un regime fiscale speciale per le rivendite di beni usati, opere d’arte, oggetti da collezione e antiquariato, dove l’IVA si applica solo sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto.

Quando si applica il regime del margine?

Si applica principalmente nelle transazioni di beni usati o particolari categorie di beni, venduti da operatori commerciali che hanno acquistato tali beni senza IVA o con regime agevolato.

Come si compila una fattura con regime del margine?

La fattura deve indicare chiaramente che è emessa in regime del margine, specificando il riferimento normativo e non indicando l’IVA separatamente, ma solo il prezzo totale.

Quali informazioni obbligatorie deve contenere la fattura?

La fattura deve riportare i dati del venditore e acquirente, la descrizione del bene, il prezzo totale, la dicitura del regime del margine e il riferimento normativo (D.L. 41/95 art. 36).

È possibile scaricare l’IVA con il regime del margine?

No, l’IVA non è indicata separatamente e non è detraibile, perché si calcola solo sul margine e non sull’intero prezzo di vendita.

Elemento fatturaDescrizione
Dati del venditoreNome, indirizzo, partita IVA o codice fiscale
Dati dell’acquirenteNome, indirizzo, eventuale partita IVA o codice fiscale
Descrizione del beneDettaglio del bene usato o rientrante in regime
Prezzo totalePrezzo comprensivo del margine senza indicazione IVA separata
Dicitura regime“Fattura emessa ai sensi dell’art. 36 del D.L. 41/95 – Regime del Margine”

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