Come Funzionano Gli Acconti Nel Regime Forfettario Al Primo Anno

Nel regime forfettario, il primo anno non si pagano acconti; questo vantaggio aiuta la liquidità e agevola l’avvio della nuova attività.


Nel regime forfettario, gli acconti fiscali nel primo anno di attività funzionano in modo particolare. Generalmente, per la prima dichiarazione dei redditi del nuovo regime, non si pagano acconti sull’imposta sostitutiva perché non si hanno dati storici di riferimento. Questo significa che al termine del primo anno di attività, si versa soltanto il saldo delle imposte dovute in base al reddito effettivamente dichiarato. Gli acconti iniziano a essere dovuti a partire dal secondo anno di attività, calcolati in base all’imposta dell’anno precedente.

In questo articolo, approfondiremo come vengono calcolati gli acconti nel regime forfettario, in particolare nel primo anno, e quali sono le modalità di pagamento previste. Analizzeremo anche gli aspetti normativi che regolano il versamento delle imposte, distinguendo tra saldo e acconti e fornendo esempi pratici per chiarire il funzionamento. Inoltre, vedremo quali sono le scadenze da rispettare e come evitare sanzioni o errori comuni nella gestione degli acconti fiscali nel regime forfettario.

Calcolo e Scadenze Degli Acconti Per Chi Inizia Col Forfettario

Quando si decide di iniziare un’attività con il regime forfettario, uno degli aspetti più critici da comprendere riguarda il meccanismo degli acconti. Gli acconti rappresentano un’anticipazione delle imposte dovute e sono calcolati in base a regole specifiche che possono sembrare complesse per i neofiti.

Come si calcolano gli acconti nel primo anno?

Per chi è al primo anno di attività in regime forfettario, il calcolo degli acconti si basa su una particolare modalità che tiene conto della mancanza di un’imponibile storica. Ecco i punti chiave:

  • Primo anno: non si è tenuti al versamento degli acconti, perché non esiste un’imposta dell’anno precedente su cui basarsi;
  • Secondo anno e oltre: l’acconto viene calcolato applicando la percentuale dovuta all’anno precedente e si paga in due rate;
  • Eccezione per chi ha reddito variabile: è possibile scegliere il metodo storico (basato sull’anno precedente) o il metodo previsionale (calcolato su una stima dell’anno in corso).

Scadenze importanti da ricordare

È fondamentale conoscere le date di scadenza degli acconti per evitare sanzioni e interessi. Nel dettaglio, per chi è già in attività, le scadenze sono:

  1. Prima rata entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%);
  2. Seconda rata entro il 30 novembre.

Ricordate che per il primo anno di attività non si effettuano versamenti di acconto, ma si versa solo il saldo a fine anno.

Esempio pratico: il caso di Marco, neo-forfettario

Supponiamo che Marco apra la sua partita IVA a gennaio 2024 con il regime forfettario. Nel 2024:

  • Non dovrà versare acconti;
  • Verserà solo il saldo delle imposte nel 2025, basato sui redditi del 2024;
  • Nel 2025, se continuerà con il forfettario, dovrà calcolare gli acconti basandosi sul saldo 2024, pagando due rate secondo le scadenze indicate.

Tabella riepilogativa delle scadenze acconti regime forfettario

Anno di attivitàAcconti da versareDate di scadenza
Primo annoNessuno
Secondo annoDue rate (metodo storico o previsionale)30 giugno/30 luglio e 30 novembre
Terzo anno e oltreStessi termini del secondo anno30 giugno/30 luglio e 30 novembre

Consigli pratici per la gestione degli acconti

  • Mantenere sempre un buon sistema di contabilità: anche nel regime forfettario, tenere traccia delle entrate è fondamentale per stimare correttamente gli acconti quando si inizia il secondo anno.
  • Considerare il metodo previsionale se si prevedono variazioni significative del reddito rispetto all’anno precedente, così da non versare acconti eccessivi o insufficienti.
  • Monitorare le scadenze con promemoria per evitare ritardi e sanzioni, che anche se minori possono comunque incidere.

Domande frequenti

Che cos’è un acconto nel regime forfettario?

L’acconto è un pagamento anticipato delle imposte dovute, calcolato in base al reddito dell’anno precedente o stimato per il primo anno di attività.

Come si calcolano gli acconti nel primo anno?

Nel primo anno di attività, gli acconti si calcolano generalmente sul 100% dell’imposta stimata, poiché non c’è un reddito dell’anno precedente su cui basarsi.

Quando devono essere versati gli acconti?

Gli acconti devono essere versati in due rate: la prima entro il 30 giugno e la seconda entro il 30 novembre di ogni anno.

Cosa succede se non si paga l’acconto?

Il mancato pagamento degli acconti comporta sanzioni e interessi che aumentano l’importo dovuto al momento del saldo.

È possibile non pagare acconti nel primo anno nel regime forfettario?

In alcuni casi, come nel primo anno di attività, è possibile evitare il pagamento dell’acconto se si prevede di non superare certe soglie di reddito, ma è necessario verificarlo con il proprio commercialista.

VoceDescrizioneScadenza
Acconto IvaNon previsto nel regime forfettario in quanto esenti da IVA
Acconto IRPEFPagamento anticipato delle imposte calcolate sul reddito30 giugno e 30 novembre
Prima rata acconto50% o 100% dell’acconto a seconda del metodo di calcolo30 giugno
Seconda rata accontoSaldo dell’acconto residuo30 novembre

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