Come funziona la ritenuta d’acconto nel regime forfettario

Nel regime forfettario la ritenuta d’acconto non si applica: chi emette fattura non la subisce, aumentando così la sua liquidità immediata.


La ritenuta d’acconto nel regime forfettario non si applica in quanto questo regime fiscale è caratterizzato da un sistema di tassazione agevolato che prevede l’esenzione dal versamento della ritenuta d’acconto da parte dei clienti o committenti. In altre parole, i contribuenti in regime forfettario emettono le fatture senza applicare la ritenuta d’acconto, e sono loro stessi a occuparsi del pagamento delle imposte secondo le modalità previste dal regime forfettario.

In questo articolo spiegheremo nel dettaglio il funzionamento della ritenuta d’acconto nel regime forfettario, illustrando le differenze rispetto agli altri regimi fiscali, come comportarsi in fattura, e quali sono gli obblighi fiscali previsti per i contribuenti che adottano tale regime. Verranno inoltre forniti esempi pratici e chiarimenti utili per comprendere appieno le implicazioni della ritenuta d’acconto nel contesto del regime forfettario.

Cos’è la ritenuta d’acconto e perché non si applica nel regime forfettario

La ritenuta d’acconto è un meccanismo attraverso il quale il committente o cliente trattiene una quota di imposta (solitamente il 20%) che viene versata direttamente all’erario come anticipo delle imposte dovute dal percettore del compenso. Questo sistema è tipico dei contribuenti che adottano il regime ordinario o dei minimi classici, dove i redditi sono soggetti a tassazione IRPEF e l’applicazione della ritenuta è obbligatoria.

Nel regime forfettario, invece, i soggetti sono esonerati dall’applicazione della ritenuta d’acconto per legge. Questo perché, essendo un regime agevolato, la tassazione viene calcolata sul reddito forfettario (un importo determinato applicando una percentuale di redditività ai ricavi), e il contribuente versa un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Di conseguenza, il cliente paga l’intero importo senza effettuare alcuna trattenuta.

Come emettere la fattura senza ritenuta d’acconto nel regime forfettario

  • Intestazione della fattura: indicare la partita IVA del forfettario e i dati anagrafici completi.
  • Descrizione del servizio o bene fornito: dettagli chiari del lavoro svolto o prodotti venduti.
  • Importo totale: indicare l’importo senza applicare IVA né ritenuta d’acconto.
  • Annotazione obbligatoria: inserire la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, Legge 190/2014 – Regime Forfettario, esente da IVA e senza applicazione della ritenuta d’acconto”.

Obblighi fiscali e versamenti nel regime forfettario

Anche senza ritenuta d’acconto, i contribuenti forfettari devono effettuare i versamenti delle imposte sostitutive in autonomia, secondo le scadenze previste (acconti e saldo), e presentare la dichiarazione dei redditi annuale. Pertanto è importante mantenere una corretta contabilità e rispettare gli adempimenti previsti per evitare sanzioni.

Nei paragrafi successivi approfondiremo le modalità di versamento delle imposte e le conseguenze pratiche della mancata applicazione della ritenuta d’acconto per il contribuente in regime forfettario.

Quando la ritenuta d’acconto non si applica ai forfettari

Nel regime forfettario, uno degli aspetti più interessanti e vantaggiosi riguarda proprio l’esenzione dalla ritenuta d’acconto. Ma in quali casi questa esenzione si applica effettivamente e quali sono le condizioni da rispettare? Scopriamolo insieme!

Il principio base dell’esenzione

Per i contribuenti che adottano il regime forfettario, le prestazioni lavorative svolte non sono soggette alla ritenuta d’acconto del 20%, a condizione che vengano rispettati specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Questo significa che il cliente che riceve la fattura non trattiene una quota d’imposta ma versa l’intero importo indicato.

Condizioni principali per l’esenzione

  • Applicazione del regime forfettario: solo i contribuenti iscritti a questo regime possono beneficiare dell’esenzione.
  • Limite di compensi: il fatturato annuo non deve superare i 65.000 euro (o il limite previsto per l’anno di riferimento).
  • Assenza di obblighi IVA: non viene applicata l’IVA in fattura e quindi non si parla di ritenuta correlata all’IVA.
  • Tipo di prestazione o attività svolta: alcune attività specifiche potrebbero avere regole particolari, ma in linea generale l’esenzione è valida per la stragrande maggioranza delle attività svolte in forfettario.

Importanza pratica dell’esenzione dalla ritenuta

Questa esclusione rappresenta un notevole beneficio in termini di flusso di cassa: il professionista o imprenditore riceve il pagamento netto, senza subire trattenute che andrebbero poi recuperate in sede di dichiarazione dei redditi. Un vantaggio non da poco, soprattutto per chi inizia o ha margini di liquidità stretti.

Esempio concreto

Immaginiamo un consulente informatico in regime forfettario che fattura a un cliente 1.000 euro per un servizio. In regime ordinario, il cliente avrebbe trattenuto il 20% (ovvero 200 euro) da versare all’Erario e il consulente avrebbe ricevuto solo 800 euro. Nel regime forfettario, invece, il professionista riceve l’intero importo di 1.000 euro senza alcuna ritenuta d’acconto.

Tabella riepilogativa

SituazioneRegime OrdinarioRegime Forfettario
Applicazione ritenuta d’accontoSì, 20%No, esente
Fattura da 1.000 euroCliente paga 800 euro netto al professionistaCliente paga 1.000 euro interi al professionista
Impatto sulla liquiditàRitardo nel recupero della ritenuta tramite dichiarazioneImporto subito utilizzabile senza trattenute

Eccezioni e casi particolari

Nonostante l’esenzione sia la regola, attenzione alle eccezioni. Per esempio, in caso di collaborazioni occasionali o specifiche tipologie di redditi, la normativa potrebbe prevedere diversità di trattamento o obblighi di comunicazione. È sempre consigliabile consultare un commercialista per valutare la propria situazione individuale.

Consiglio pratico

Se sei in regime forfettario, verifica sempre con il tuo committente che non applichi erroneamente la ritenuta d’acconto: puoi presentare la dichiarazione di esenzione per evitare incomprensioni e ritardi nei pagamenti.

Domande frequenti

Cos’è la ritenuta d’acconto nel regime forfettario?

Nel regime forfettario, la ritenuta d’acconto non viene applicata. I contribuenti versano un’imposta sostitutiva unica senza necessità di ritenute da parte del committente.

Chi è esente dall’applicazione della ritenuta d’acconto?

I lavoratori autonomi in regime forfettario sono esenti dalla ritenuta d’acconto sulle fatture emesse ai clienti.

Come si gestisce la fatturazione senza ritenuta d’acconto?

Le fatture devono indicare la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014 – regime forfettario”, senza applicazione di ritenuta.

Quali sono le conseguenze fiscali dell’assenza di ritenuta d’acconto?

Il contribuente versa direttamente l’imposta sostitutiva con dichiarazione annuale, semplificando gli adempimenti fiscali.

È necessario fare qualche comunicazione ai clienti riguardo la ritenuta d’acconto?

È consigliabile informare i clienti che non si applica la ritenuta perché si aderisce al regime forfettario, evitando malintesi.

Punti chiave sulla ritenuta d’acconto nel regime forfettario

  • Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva e non la ritenuta d’acconto.
  • Fatture senza ritenuta, con specifica dicitura normativa obbligatoria.
  • Il pagamento delle imposte avviene con modello dichiarativo annuale.
  • Adempimenti semplificati rispetto ai regimi ordinari.
  • Clienti informati per evitare errori di applicazione della ritenuta.

Hai domande o vuoi condividere la tua esperienza? Lascia un commento qui sotto! Non perderti gli altri articoli sul regime forfettario e la fiscalità sul nostro sito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto